“VILLA VICTORIA”: UNO SPAZIO CHE MERITA UNA CONTINUA RISCOPERTA

17 gennaio 2014

In questo numero, LA PRIMA VOCE  ha  deciso di visitare “Villa Victoria”: un pezzettino  di Mar del  Plata, ai tempi dove la cultura affluiva da ogni parte del mondo, mercé la grande scrittrice- diva della letteratura a quel tempo:  Victoria Ocampo.  Nella sua dimora marplatense accoglieva  i personaggi più brillanti dell´epoca. Nomi come:Waldo Frank, Eduardo Mallea, Roger Callois, Saint John Perse, Gabriela Mistral, Albert Mètrox, Jules Supervielle, Pepe Bianco, Silvina Ocampo (sua sorella poetessa), Adolfo Bioy Casares, Jorge Luis Borges, María Esther Vázquez, Enrique Pezzoni, Rabindranath Tagore, e tanti altri, furono i suoi pregiati ospiti. 
Al momento della visita siamo stati gentilmente ricevuti dalla Sig.ra Mirta Galli, dell´area “Estensione e  Rapporti con la Comunità”, carica che porta avanti da 16 anni; c´è poi  Celeste, la cui funzione è quella di fare da  guida ai turisti che anno dopo anno vengono a rifocillarsi  con l´aria fresca del parco della Villa e dell´atmosfera che ivi regna. Pure il giardiniere è una parte importante della Villa; con l´amore posto nella natura, riesce a dare all´ampio terreno, la coloratura e il profumo di piante e fiori che –ovunque- nutrono lo sguardo dei visitatori.  Rispetto a ciò, la “Società Marplatense di Orticoltura” tiene corsi d´inverno, non solo per poi avere la possibilità di trovare  un lavoro, ma anche per aiutare a mantenere il parco nelle migliori condizioni, e crearne delle nuove. 
D´altra parte si tengono anche corsi di pratica di tai-chi-chuan . Un paragrafo aparte meritano i laboratori-cenacoli  pensati  dalla Sig.ra Mirta, circa i vincoli senza conflitto (sia in famiglia che in società)  che vengono trattati e lavorati  con i ragazzi  delle scuole attraverso le visite guidate.  Di questi particolare laboratori-cenacoli  è stato fatto un video istituzionale ad animazione, attraverso la figura di Victoria Ocampo: una donna all´avanguardia del suo tempo che ha lottato contro una società che non era all´altezza del suo sguardo perché  andava oltre quel presente senza cambiamenti. Il video mostra -a seconda delle parole della Sig.ra Mirta- da dove venne la casa, come è stata portata per nave da oltreoceano, ed altro.  Sì, perché Villa Victoria ha una storia tutta sua. È stata la residenza estiva  di Victoria, costruita tutta in legno, tanto forte da resisitere per ben 100 anni dato che Francisca Ocampo (zia di Victoria) la fece costruire. La Sig.ra Victoria divenne proprietaria ai suoi 46 anni, e cioè, nell´anno 1936. I suoi ultimi due anni (dal 1977 al 1979) li passò nella sua villa e nella sua città adottiva. 
“Villa Victoria “ ora appartiene al Comune di Mar del Plata dal 1981; fu acquistata all´asta pubblica ed è diventata  Centro Culturale Victoria Ocampo.
 Negli ultimi cinque anni si è cominciato a lavorare con botteghe-laboratori  incorporando la diversità sessuale e di genere per parlarne con i giovani  e i non tanto giovani in ciò che concerne la responsabilità circa i rapporti sessuali.  A questo progetto si sono sommati molti attori  che cercano di avvicinare il discorso dell´HIV affinché rimanga soltanto un brutto ricordo di un momento particolare della poco  compresa diversità. 
A Villa Victoria tutti i giorni c´è sempre qualcosa da  vedere od ascoltare: mostre di pittura, musica all´aria aperta, teatro e quant´altro. Proprio questo venerdì 17 gennaio inizia una mostra di pittori di Mar del Plata. Il vernissage avrà luogo alle ore 20 e si protrarrà più o meno durante tutto il mese. Ancora il venerdì 17, c´è in programma l´opera “Romeo e Giulietta”, recitata  da attori  di questa città.
Comunque la Villa, d´estate,  è aperta dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21 ore.  Poi, dalle ore 22 ci sono spettacoli tutti i giorni.  I telefoni  ogni informazione sono: 4922193 – 4920569 – 4930651. La mail: villavictoriamdo@gmail.com 
La personalità di Victoria Ocampo -   Scrittrice, saggista, facente parte dell´èlite di Buenos Aires, fu educata da istitutrici francesi ed inglesi. A sei anni andò con i suoi in Francia. Ebbe rapporti con notevoli personaggi a livello internazionale come scrittori, registi, musicisti, attori, pensatori.  Fondò la rivista “Sur” nel 1931 e la Casa Editrice “Sur”, nella quale si diffondevano  e promuovevano scrittori argentini e stranieri. Assieme a María Rosa Oliver e Susana Larguía, fondò l´Unione delle Donne Argentine nel 1936. É stata la Presidente del Fondo Nazionale delle Arti nel 1958. È stata distinta come la prima donna del paese ad avere accessso all´Accademia  Argentina delle Lettere nel 1977. 
Ecco elencate alcune delle sue opere letterarie:  - “Autobiografía”  -  “Testimonios” – “De Francesca a Beatrice” . Rivista d´Occidente (Madrid 1924 – Buenos Aires, 1963).
“La laguna de los Nenúfares”.  Rivista d´Occidente, Madrid 1936.
“Habla el Algarrobo” . Sur, Buenos Aires, 1959.
“Tagore en las Barrancas de San Isidro Sur”, Buenos Aires, 1964.
Parole di Victoria, pubblicate sulla rivista “7 Días” del 1976:
“La prima volta che sono arrivata a Mar del Plata in un treno notturno con vagoni-letto era mattino. Io  ero un´adolescente e lo era pure la città. A quel tempo, Mar del Plata era l´Hotel Bristol,  pochi isolati,  poche case, la struttura per le passeggiate lungo il mare in legno. Ma aveva la spiaggia limpida,... E tutto il mare lí,... E le pietre...
È stato il mio primo incontro con l´Atlantico da una spiaggia. Lo avevo attraversato per andare in  Europa. A guardarlo dalla sabbia –anche se conoscevo il Mediterraneo-  mi è sembrata un´altra cosa, una cosa della quale m´innamorai subito; è stato un colpo di fulmine e per sempre.
Al mattino andavamo al mare per entrarvi... Le onde erano montagne d´acqua... Da quei bagni io ne uscivo sgocciolante di terrore, ma il giorno dopo ci tornavo  entusiasta...” 
La Sig.ra Mirta, il nostro Cicerone, con l´umiltà del  savio pur avendo ottenuto due lauree,  parla della villa come  fosse una parte di sé stessa, come fosse la sua seconda casa. E si capisce: lí si può godere dell´atmosfera del silenzio circostante,del canto degli uccelli, della quiete di un passato glorioso.  Immaginare anche  di vedere le orme di chi vi approdò in quel ambiente di   pensiero  e mistero.
Poi c´è il piccolo ma ospitale e piacevole caffé, delicatamente  decorato e con un acuto senso estetico  che offrrono i colori delle tovaglie,  le tazzine,le pareti e una mostra in riquadro quanto ai disegni  della carta da parati nelle stanze della Villa; anche lí, un capolavoro che ha resistito  il passo del tempo  e che speriamo vi resista  per sempre. (Luciano Fantini - La Prima Voce)