CON LA CONSEGNA DEI PREMI “ASTOR”, SI È CONCLUSO A MAR DEL PLATA, IL 28mo. FESTIVAL CINEMATOGRAFICO

29 novembre 2013

Mar del Plata - Dopo otto giorni di proiezione con i film in competizione, il festival è arrivato alla fine della sua 28ma. edizione. Il miglior film, il miglior regista, la miglior sceneggiatura, ha avuto il favore del pubblico. La giuria ebbe un duro compito con la scelta dei film vincenti.
La passerella con il famoso tappeto rosso per l´ingresso degli invitati nazionali ed internazionali, questa volta è stata installata in faccia al “Boulevard Marítimo”, diversamente da come si è fatto l´anno scorso. 
Organizzato dall´Istituto Nazionale del Cinema e delle Arti Audiovisive, la mostra ha accreditato ben quattrocentocinquanta pellicole distribuite nelle diverse sezioni e nelle sale cinematografiche  specifiche.
La giuria  -che ha affidato il compito di leadership al coreano Bong Joon-ho- è stata integrata da personaggi come: Luciano Sovena, Guillermo Martínez, Paula Astorga Riestra e Javier Angulo. 
È stato pure riconosciuto il miglior progetto Work in progress e la ditta Cinecolor ha aggiudicato il premio del pubblico al miglior lavoro in celluloide.
Due sono stati i film argentini che hanno partecipato alla Competizione Internazionale. Si tratta di “Fantasmi della rotta” (“Fantasmas de la ruta”) di José Celestino Campusano e “La lacuna” (“La laguna”) di Gastón Bottaro e Luciano Juncos. 
Quanto alla presenza italiana al festival poco si può dire. Gli unici film presentati sono stati quelli di Roberto Rossellini: Stromboli, Amore, India, Roma: città aperta, Viaggio in Italia, Paisà e Germania anno zero. Sul regista, niente da dire: è stato uno dei grandi del Neorealismo italiano , ma forse si poteva fare qualcosa di più in merito al festival, dato il numero di italiani residenti in questa città di Mar del Plata e che magari si aspettavano dell´altro dopo un 2006 carico di ricchezza e qualità cinematografica. Da ricordare Mario Monicelli quando venne con la prima del suo film “Le rose del deserto”. Forse che dovremmo aspettare che qualcuno si occupi della possibilità di godere di film italiani alla prossima mostra dato che questi non vengono mai mandati da queste parti né si trovano nei negozi per essere acquistati dagli italo-cinefili?
Quanto alle diverse istituzioni vincolate al cinema, le responsabili per la consegna dei premi non ufficiali di questa mostra sono state:  Fipresci, Signis, ACA, SICA, Feisal, Sadaic, Sagai, ,DAC, SAE, Argentores, e ADF.  
Con la “Fiera” dello spettacolo cinematografico, il pubblico ha avuto modo di incontrarsi con registi internaz ionali quali John Landis e Pierre Etaix .
Un paragrafo aparte meritano due film: “Electra”, dell´ungherese Miklós Jancsó e “Uma historia de amor e furia” del brasiliano Luiz Bolognesi. Il primo basato sulla tragedia di Sofocle ma realizzato con una prodezza tecnica e artistica che comprime la vendetta della figlia di Agamennone in nove prese. Il secondo, eseguito con la tecnica dei cartoons, ma pensato per gli adulti: una storia d´amore che attraversa sette secoli ed è come una biografia di Rio de Janeiro, dalla conquista dei portoghesi all´anno 2096 e nella quale viene palesato il fattore di disumanità quanto ai primi abitatori del territorio resi poi schiavi per il proprio beneficio, e all´inquinamento e la mancanza dell´essenziale per la sopravvivenza dell´umanità sul pianeta terra, in un futuro non troppo lontano.  Questo film ha vinto un premio ad  Annecy, il più prestigioso festival di animazione.
Finalmente e come succede dal 2003, è tornato a mettersi in marcia il Programma “País” , che riunì 600 borsisti: giovani produttori e realizzatori dai diversi luoghi del paese che sono arrivati in città per apprezzare le proiezioni ed assistere ai colloqui. (Gianna Tommaseti - La Prima Voce)